Progetto di ricerca

“Dal 2005, grazie all’iniziativa di una famiglia, l’Associazione Bambino Emopatico ha deciso di dedicarsi, oltre che al sostegno e all’aiuto ai bambini affetti da gravi patologie onco-ematologiche e alle loro famiglie, ad un nuovo obiettivo intraprendendo una campagna di raccolti fondi per dare impulso alla ricerca in campo oncologico attraverso un progetto di analisi dell’assetto molecolare della perforina nei linfomi e leucemie pediatrici resistenti”

L’A.B.E. x il “Progetto Perforina”

L’Associazione Bambino Emopatico sostiene un nuova attività di ricerca che si svolge nella Clinica Pediatrica degli Spedali Civili di Brescia: il “Progetto Perforina”. Tale progetto si propone di indagare la correlazione tra le alterazioni della funzionalità della Perforina , proteina sintetizzata dalle cellule del Sistema Immunitario, e la genesi dei Linfomi (Hodgkin e Non Hodgkin), i tumori, cioè, del sistema immunitario che costituiscono approssimativamente il 10% dei tumori infantili, terzi in ordine di frequenza, dopo le leucemie e i tumori cerebrali.
La Perforina è una proteina prodotta soprattutto nei Linfociti T citotossici e nelle Cellule Natural Killers (NK) e svolge un ruolo fondamentale nella distruzione delle “cellule bersaglio”: le cellule infettate da virus e le cellule neoplastiche. Essa è in grado di creare dei micropori attraverso i quali gli enzimi litici della cellula immunitaria possono penetrare e uccidere la cellula malata.

Perché una ricerca sulla Perforina nel reparto di oncoematologia


Mutazioni del gene della Perforina sono state individuate in un terzo dei casi di Istiocitosi Emofagocitica Familiare (HLH) , una patologia ereditaria a trasmissione Autosomica Recessiva che colpisce, in Italia, circa 1 bambino ogni milione di nuovi nati. La HLH è una patologia non tumorale caratterizzata da una attivazione incontrollata di macrofagi e linfociti citotossici che distruggono le cellule del sangue, tra cui i globuli rossi e determinano l’insorgenza di malessere generale, febbre elevata , irritabilità, edema ed epatosplenomegalia. L'unica cura per questa malattia è il trapianto di midollo osseo. Grazie agli studi sulla HLH è stato possibile comprendere il ruolo primario della Perforina nella regolazione della risposta immunitaria e, al fine di meglio caratterizzarne il ruolo nell’omeostasi del sistema immunitario, è stato creato un Modello Animale, un topo knock –out per la Perforina, dal cui DNA, cioè, è stato eliminato il gene della Perforina. Studi su questo modello animale hanno evidenziato come questi topi tendano a sviluppare una sindrome simile alla Istiocitosi Emofagocitica Familiare dopo infezione virale ma abbiano anche un aumentato rischio di sviluppare spontaneamente Linfomi. Alla luce di questa scoperta , presso il Policlinico San Matteo di Pavia, la Dott.ssa Rita Clementi ha esaminato pazienti affetti da Linfoma verificando in alcuni di essi l’effettiva presenza di mutazioni del gene per la Perforina. Questa proteina risulterebbe quindi fondamentale nel limitare l’attivazione immunitaria impedendo, così, anche l’instaurarsi di un processo neoplastico; è importante quindi approfondirne la conoscenza e la caratterizzazione del suo meccanismo d’azione.

Il “Progetto Perforina”

Il “Progetto Perforina” sostenuto dalla nostra associazione e diretto dal Dott. Fulvio Porta e dalla Dott.ssa Rita Clementi, si prefigge di studiare l’incidenza di tali mutazioni nei pazienti della Clinica Pediatrica degli Spedali Civili affetti da Linfoma (Hodgkin e Non Hodgkin) e da HLH con due intenti: fornire una consulenza genetica il più possibile completa alle famiglie dei bambini che risultassero affetti da tale mutazione e, allo stesso tempo, proseguire con la ricerca per comprendere il meccanismo grazie al quale mutazioni del medesimo gene possano portare a diverse patologie (HLH e Linfomi) associate a diverse età di insorgenza e a diversi decorsi clinici. L’obbiettivo finale è quello di elaborare una terapia genica mirata che possa ripristinare la funzionalità della proteina, prima nelle cellule in vitro, quindi nel modello animale ed infine, nell’uomo.